GIULIANOVA. «Mia figlia è stata multata sull’autobus, accusata di non avere il biglietto. Ma le ce lo aveva».
E’ lunga, cordiale ma arrabbiata la protesta di una mamma, Marinella Rotondi, che ci racconta la disavventura della figlia adolescente e della sua amica, su un autobus Arpa, ora Tua.
Venti giorni fa le due ragazzine, racconta Rotondi, decidono di prendere il pullman, dalla stazione ferroviaria di Giulianova, per recarsi al Centro Commerciale del Gran Sasso a Teramo. Giunte in stazione acquistano due biglietti ciascuna, uno per l’andata l’altro per il ritorno, presso la biglietteria e, alle ore 10 salgono sull’autobus timbrando uno dei 2 biglietti.
Poco prima di arrivare a destinazione suonano il campanello per segnalare al conducente di dover scendere, ma l’autobus prosegue la sua corsa e, nonostante continuassero a suonare in prossimità delle fermate successive, sono scese ben tre fermate dopo il centro commerciale.
«Quindi le due quindicenni», sottolinea la donna, «alle 10,30 del mattino hanno percorso a piedi circa 1 chilometro della statale 80 (SS80) per ritornare dove erano dirette. Già questo mi sembra di una gravità inaudita, ma ciò che è inquietante accade durante il viaggio di ritorno».
Alle 14,15 le due ragazze si trovano alla fermata dell’autobus per rientrare a Giulianova, essendoci molte persone in salita, decidono di entrare dalla porta posteriore, dove stavano salendo meno passeggeri, tenendo il biglietto in mano per timbrarlo non appena entrate. A causa del numero di persone in piedi che occupavano il corridoio impedendo il passaggio, una è rimasta in prossimità della porta di entrata, mentre l’altra impiegando un po’ di tempo, si è diretta verso la parte anteriore dove si trova la macchinetta obliteratrice, ma quando ha introdotto i biglietti questa non funzionava perchè bloccata dal controllore salito subito dopo la partenza.
«Quest’ultimo», racconta la mamma, «avvicinandosi alla ragazza, che tengo a specificare si trovava di fronte alla macchinetta con i biglietti in mano, verificando che non era stato timbrato le ha detto di aspettare e ritornando poco dopo, a niente è valso il tentativo di spiegare che non aveva fatto in tempo, ha chiesto loro i documenti e quando una delle due ha detto che non li aveva ha minacciato di portarle dai carabinieri. Mia figlia spaventata mi ha telefonato e quando ho chiesto di parlare al controllore questo si è rifiutato, poi incurante della disapprovazione dei passeggeri vicini, ha fatto una multa di 44 euro a ciascuna, scrivendo che non erano in possesso del biglietto, quando lui stesso ha visto che lo avevano in mano. Persino il conducente ha preso le loro difese minacciando addirittura di farlo scendere dall’autobus e, con toni di voce alterati da parte di entrambi, l’autista gli ha fatto notare che a due passeggeri di colore che non avevano il biglietto non aveva detto niente e che era assurdo fare la multa alle due ragazze. Il comportamento di questo individuo che, in preda a un ingiustificato sfoggio di arroganza e insensibilità, ha abusato del potere conferitogli dalla divisa indossata infierendo su due quindicenni impaurite e mortificate per l’accaduto, è a dir poco ignobile. Un funzionario pubblico nell’esercizio della sua professione è tenuto a comportarsi educatamente e nel rispetto delle regole e dei passeggeri, approfittare dell’inesperienza di due ragazzine al punto di farne piangere una, perché impaurita e impotente di fronte all’ingiustizia subita, mi sembra inaccettabile».